Rassegna Stampa

Cani, questa è l'estate dei cuccioli abbandonati

Da alcuni anni pare che il problema degli abbandoni dei cani su strade ed autostrade sia di fatto diventato un argomento di basso profilo, una volta campagne di associazioni animaliste nazionali e locali, telefoni e servizi di individuazione e raccolta dei cani abbandonati, e spot televisivi sponsorizzati persino dai ministeri. Come accade spesso in Italia passata la moda il problema viene posto nel dimenticatoio, ma purtroppo gli abbandoni continuano e ogni estate sono oltre centomila i cani ed i gatti che vengono abbandonati per strada o ancora peggio gettati nei cassonetti ancora cuccioli. Si perchè in effetti rispetto a quanto accadeva negli scorsi anni la maggior parte degli abbandoni non avviene piu legando il cane di cui ci si vuole sbarazzare al palo della luce o al lato della carreggiata dell'autostrada. Infatti con l'avvento del microchip questo tipo di abbandoni è andato generalmente calando anche se purtroppo è ancora ben presente specialmente nelle realtà del centro e sud Italia. Ma sono cambiate le modalità, infatti se prima si abbandonavano in maggioranza cani adulti, ora si abbandonano intere cucciolate, ed in questi giorni sono centinaia di cuccioli di cane che stanno entrando nei 120 canili monitorati da Aidaa in particolare il problema è diffuso in Lazio, Sicilia (dove le volontarie si trovano addirittura cucciolate abbandonate nei cartoni davanti alla porta di casa) e Puglia. Abbandonare gli animali è un reato molto grave e ben ce lo ricorda l'avvocato Maria Rita Mondello: "Abbandonare gli animali, oltre ad essere un gesto meschino ed increscioso, costruisce reato. Ed infatti, l’art. 727 de Codice penale, punisce l’abbandono di animali domestici o che abbiano acquisto abitudini della cattivita’, con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. E’ importante sapere che, la mancata denuncia di smarrimento può essere considerata abbandono. Attenzione - continua l'avvocato Mondello - qualora l’animale abbandonato dovesse mordere qualcuno o causare un incidente, provocando delle lesioni o la morte, il proprietario dell’animale si renderebbe responsabile dei reati di lesioni colpose o omicidio colposo. Il proprietario dovrà anche risarcire i danni provocati dall’animale". Gli fa eco il presidente nazionale di Aidaa Lorenzo Croce secondo il quale saranno anche quest'anno oltre centomila i cani e gatti abbandonati:"I canili e gattili sono al collasso e specialmente in centro e sud Italia se non si inizia un serio piano di sterilizzazione di massa non se ne esce e ogni anno siamo qui a ripeterci le stesse cose con i soliti catastrofici problemi di canili al collasso e aumento dei randagi liberi che in Italia sono gia oltre 700.000". Nella foto, cani abbandonati e in cerca di amore ad Ariano Irpino.

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  • L'estate dei cuccioli abbandonati

    Da alcuni anni pare che il problema degli abbandoni dei cani su strade ed autostrade sia di fatto diventato un argomento di basso profilo. Come accade spesso in Italia, passata la moda, il problema viene posto nel dimenticatoio ma, purtroppo, gli abbandoni continuano e ogni estate sono oltre centomila i cani ed i gatti che vengono abbandonati per strada o ancora peggio gettati nei cassonetti ancora cuccioli. Con l'avvento del microchip sono cambiate le le modalità dell'abbandono; se prima si abbandonavano in maggioranza cani adulti ora si abbandonano intere cucciolate, ed in questi giorni sono centinaia di cuccioli di cane che stanno entrando nei 120 canili monitorati da AIDAA. In particolare il problema è diffuso in Lazio, Sicilia (dove le volontarie si trovano addirittura cucciolate abbandonate nei cartoni davanti alla porta di casa) e Puglia. Abbandonare gli animali è un reato molto grave e ben ce lo ricorda l'avvocato Maria Rita Mondello: "Abbandonare gli animali, oltre ad essere un gesto meschino ed increscioso, costruisce reato. Ed infatti, l’art. 727 de Codice penale, punisce l’abbandono di animali domestici o che abbiano acquisto abitudini della cattivita’, con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. E’ importante sapere che, la mancata denuncia di smarrimento può essere considerata abbandono. Attenzione - continua l'avvocato Mondello - qualora l’animale abbandonato dovesse mordere qualcuno o causare un incidente, provocando delle lesioni o la morte, il proprietario dell’animale si renderebbe responsabile dei reati di lesioni colpose o omicidio colposo. Il proprietario dovrà anche risarcire i danni provocati dall’animale". Gli fa eco il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce secondo il quale saranno anche quest'anno oltre centomila i cani e gatti abbandonati : "I canili e gattili sono al collasso e specialmente in centro e sud Italia se non si inizia un serio piano di sterilizzazione di massa non se ne esce e ogni anno siamo qui a ripeterci le stesse cose con i soliti catastrofici problemi dei canili e aumento dei randagi liberi che in Italia sono gia oltre 700.000"

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  • 7/12/2017 - Gioiosa Marea – Un amico a 4 zampe, un amico perfetto

    Prosegue l’attività dell’associazione Animalisti Siciliani e Ambiente che, grazie alla passione e all’impegno della vice-presidente Daniela Lotito, sta portando avanti il progetto “Zampamica” per favorire le adozioni degli amici pelosi abbandonati che si trovano in stallo presso il rifugio di Patti. Tra le iniziative anche un incontro, svoltosi nei giorni scorsi all’auditorium comunale di Gioiosa Marea, per sensibilizzare adulti e bambini sul tema delle adozioni e per trattare i vari aspetti del rapporto tra umani ed amici a 4 zampe. Tra i partecipanti all’incontro Roberto Biasotti, guardia ecozoofila e trainer motivazionale, Maria Rita Mondello, avvocato, appassionata di diritti degli animali e la psicoterapeuta, Milena Bari. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di illustrare le modalità di relazione con il proprio animale in casa, che deve diventare parte integrante della famiglia che lo accoglie, deve quindi essere rispettato come essere senziente e non trattato come un soggetto esterno o ancor peggio visto come una “cosa” o un giocattolo. In particolar modo l’accento è stato posto sul ruolo e sul rapporto dei bambini con gli animali a quattro zampe, sugli aspetti positivi di crescere con un animale e sulle responsabilità che la scelta di adottare un animale comporta anche alla loro tenera età. Far crescere un bambino con un amico a 4 zampe è un progetto educativo che aiuta il piccolo ad imparare a conoscere le esigenze degli altri, a rispettare il diverso, a prendersi le sue responsabilità traendo quindi vantaggi psicologici nella sua formazione che lo porterà da adulto a sviluppare un forte senso di altruismo e di consapevolezza. Durante l’incontro illustrati anche gli aspetti normativi relativi agli amici a 4 zampe: diritti e doveri dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni e diritti degli animali domestici. Anche giuridicamente, infatti, è stato compiuto un passo avanti fondamentale, ormai unanimemente riconosciuto, della soggettività degli animali, considerati non più come “cose” ma riconosciuti come esseri senzienti. "canale sicilia"

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  • 04/03/2017 - Patti – Impossibile acquistare il biglietto, annullata sanzione di Trenitalia

    Sale sul treno senza biglietto e viene multata. Il giudice di pace di Patti annulla il verbale elevato dal controllore. di Gabriele Villa – E’ successo ad una donna di Patti che, impossibilitata ad acquistare il tagliando di viaggio presso la stazione ferroviaria pattese, si è vista sanzionare per l’importo di 266,65 euro. Ritenendo ingiusto il verbale, la donna, rappresentata dall’avv. Maria Rita Mondello, ha deciso di ricorrere contro Trenitalia per chiederne l’annullamento. E le sue ragioni sono state accolte dal giudice. Secondo quanto emerge dalla sentenza, il presunto trasgressore era salito a bordo del treno senza biglietto in quanto la macchinetta self-service posizionata presso la stazione di Patti accettava solo monete e carte di credito e la biglietteria era chiusa. Una volta sul mezzo, la donna si era recata immediatamente dal controllore per segnalare il problema e per regolarizzare la propria posizione. Dal dispositivo del giudice di pace si evince che l’agente accertatore non avrebbe consentito la regolarizzazione in corso di viaggio così come sarebbe invece previsto in casi in cui il mancato acquisto del biglietto non dipenda dalla cattiva volontà del viaggiatore. Esistendo una giusta causa, e non avendo Trenitalia dimostrato l’effettiva presenza o funzionalità della macchinetta automatica presso la stazione di Patti, il giudice ha deciso di annullare il verbale. Non sarebbe la prima volta che i viaggiatori impossibilitati all’acquisto del biglietto si siano visti multare anche se, una volta a bordo, avrebbero provato a regolarizzare la propria posizione. E, come accaduto in questa circostanza, anche nel passato i verbali sono stati spesso annullati dal giudice di pace. "Gazzetta del Sud, edizione Messina, canale di sicilia"

  • Gazzetta del Sud edizione messina e telepatti - Apri articolo
  • 22/02/2016 - Incidente sull'A20, il Cas chiamato a risarcire

    Era finito con la propria vettura su una grossa aiuola all'interno dell’area di sosta Praia sull’autostrada A20 Palermo – Messina, nel territorio comunale di Patti, riportando ingenti danni. Il giudice della sezione civile del Tribunale di Patti, Emanuela Lo Presti, accogliendo la citazione proposta dall’avvocato Maria Rita Mondello, ha condannato il Consorzio Autostrade Siciliane al pagamento dei danni riportati dal mezzo ed al risarcimento per il fermo tecnico dell’autovettura. L'incidente si era verificato nel marzo 2003 quando un ragazzo di Patti, immessosi nell'area di sosta andava a finire su un'aiuola la cui presenza non era né segnalata, né visibile. Il mezzo, a causa dell’impatto, riportava danni che erano stati quantificati in 4140,60 euro. Ad accertare la situazione di pericolo era stata anche la polizia stradale chiamata dal giovane dopo l'incidente. Il giudice del Tribunale di Patti, accogliendo l'istanza, ha condannato il Cas a risarcire il danno. Allo stesso tempo è stato quantificato in 1050,00 euro il risarcimento per il fermo tecnico del mezzo, rimasto inutilizzato per 30 giorni. La somma è stata calcolata dal giudice in 35,00 euro giornaliere derivanti dalle spese di gestione del veicolo gravanti sul proprietario nel periodo di fermo (tassa di circolazione e premio dell’assicurazione) e sul naturale deprezzamento del mezzo. Inoltre il Cas è stato anche condannato al pagamento delle spese legali. "Gazzetta del Sud, edizione Messina, telepatti.it "

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  • 31/01/2016 - Sant’Agata di Militello (Me): Rimane sei ore al pronto soccorso, l'Asp risarcisce 225 mila euro

    Prima di essere visitato e trasferito d’urgenza al Policlinico di Messina dove muore poco dopo il suo arrivo, rimane per sei ore al pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Agata di Militello. L’Azienda Sanitaria Provinciale chiude con una transazione da 225mila euro il ricorso per risarcimento presentato dai figli dell’uomo. I fatti risalgono all’aprile del 2004 quando un uomo di 75 anni alle 2 di notte veniva ricoverato presso il nosocomio santagatese. Il paziente, poco prima dell’arrivo all’ospedale, era stato visitato presso il PTE di San Piero Patti e dalla Guardia Medica e, successivamente, inviato al nosocomio santagatese dove, però, veniva preso sotto l’assistenza del personale sanitario alle 8. Solo nel pomeriggio, però, sarebbe stata effettuata la prima visita cardiologica dove veniva riscontrato un “probabile infarto anteriore sinistro”. A seguito di un peggioramento clinico, alle 23,30 i medici decidevano di trasferire l’uomo presso l’UTIC del Policlinico di Messina, dove il paziente decedeva poco dopo. Secondo il ricorso presentato nell’agosto 2013 dai figli dell’uomo, “la condotta dei medici del presidio ospedaliero di Sant’Agata di Militello ha influenzato l’evoluzione clinica della patologia infartuale limitando le chance di sopravvivenza connessi alla rapidità degli interventi terapeutici specifici”. L’Azienda Sanitaria Provinciale, visti gli atti documentali e le relazioni tecniche dei periti, ha proposto agli eredi, rappresentati dagli avvocati Maria Rita Mondello e Michele Mondello, una transazione per la somma di 225mila euro di cui 150mila euro sono stati pagati dall’Asp di Messina, mentre la restante parte coperti dall’assicurazione dell’azienda sanitaria provinciale. "Gazzetta del Sud, edizione Messina, telepatti.it"

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  • 20/01/2016 - Patti (Me): Muore in ospedale, l'Asp risarcisce gli eredi

    Cade dal letto mentre si trova ricoverato in ospedale e si rompe il femore con conseguente aggravamento delle condizioni cliniche, già critiche. Poco dopo, forse anche a causa delle complicanze derivanti, il paziente muore. L’Azienda sanitaria provinciale di Messina paga il risarcimento agli eredi chiudendo la vicenda con una transazione. I fatti risalgono al marzo 2007 quando un anziano di 92 anni venne ricoverato presso il reparto di Chirurgia Vascolare dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti. Durante la degenza l’uomo, a seguito di una caduta dal letto, riportava la frattura del femore sinistro. L’episodio, secondo quanto poi sarebbe stato accertato dalle perizie effettuate, fu diretta conseguenza dell’omessa attuazione da parte del personale preposto alla sorveglianza del paziente, di quei necessari presidi di protezione idonei e atti ad evitare situazioni di pericolo per l’incolumità personale del soggetto. Secondo quanto si evince dalla documentazione legale, l’anziano, in precedenza, nonostante il letto fosse dotato di sponde di protezione, aveva tentato di scavalcarle con il rischio di cadere a terra. Secondo i periti, questa eventualità avrebbe dovuto spingere il personale del reparto ad assumere adeguate misure per la sicurezza del paziente ed un maggiore controllo. La rottura del femore sinistro dell’anziano avrebbe causato delle complicanze nelle condizioni cliniche, già critiche al momento del ricovero, che, secondo la relazione tecnica, potrebbero aver rappresentato una concausa del decesso. Nel 2013, i parenti dall’anziano, assistiti dagli avvocati Maria Rita Mondello e Michele Mondello, presentarono istanza di risarcimento. L’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina ha proposto ai ricorrenti una transazione, accettata dalle parti, per la somma di 68.212,00 euro quale risarcimento. "Gazzetta del Sud, edizione Messina, telepatti.it"

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  • 21/11/2015 - L'Asp di Messina risarcisce una coppia dopo una errata diagnosi di aborto

    Si è concluso con una transazione il ricorso presentato da una coppia di Capo d’Orlando contro l’Azienda sanitaria provinciale di Messina in merito ad una errata diagnosi effettuata presso la divisione di ostetricia e ginecologia dell’ospedale “Barone Romeo” di Patti. I fatti risalgono al novembre 2012 quando la ricorrente si presentò presso il nosocomio pattese, alla nona settimana di gravidanza, per essere sottoposta ad ecografia di screening del primo trimestre. L’indagine diagnostica in questione aveva evidenziava un “aborto interno” ed il medico che aveva eseguito l’ecografia consigliava alla donna che avrebbe potuto optare per il ricovero in reparto, al fine di procedere al raschiamento, oppure ritornare a casa ed attendere l’evolversi naturale dell’aborto. La signora scelse di ritornare presso la sua abitazione ed attendere, ma due giorni dopo, a causa di un malore, dovette recarsi presso il pronto soccorso dell’ospedale di Sant’Agata di Militello per degli accertamenti. Presso la struttura sanitaria santagatese veniva, tra l’altro, eseguita una nuova ecografia che accertava, al contrario di quanto precedentemente diagnosticato, la regolare gravidanza. La donna, grazie alle successive prescrizioni mediche, riuscì a portare a termine la gestazione con la nascita di una bambina sana che oggi ha due anni. A seguito della vicenda, seguiti dal legale Maria Rita Mondello, la coppia orlandina presentò ricorso contro l’Azienda sanitaria provinciale al fine di ottenere il riconoscimento dei danni materiali, biologici, psicologici e morali derivanti dalla situazione venutasi a creare a seguito dell’errata diagnosi di aborto. Dopo due anni dalla prima istanza, l’Asp di Messina ha deliberato, a seguito di una transazione, il pagamento alla coppia della somma di 7.067, 81 euro quale risarcimento per l’errata diagnosi, riconoscendo i danni subiti dai coniugi orlandini. "Gazzetta del Sud, edizione Messina, telepatti.it"

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  • 25/07/2015 - Patti (Me): Fa ricorso al Prefetto contro una multa, assolto dall'accusa di calunnia

    Fa ricorso al Prefetto di Messina contro un verbale dei carabinieri e dichiara che i militari dell’Arma avessero accertato il falso. Contro di lui era scattata la denuncia per calunnia da parte delle fiamme argento che avevano elevato la multa. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Patti, Ugo Domenico Molina, ha, però, stabilito il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. L’episodio risale al settembre 2013 quando l’uomo presentò ricorso al Prefetto di Messina, per tramite della Compagnia carabinieri di Patti, contro il verbale con cui i militari dell’Arma gli avevano contestato, qualche giorno prima, di non essersi fermato allo stop, infrangendo, così quanto previsto dal codice della strada. L’uomo, nel ricorso, aveva affermato che era assolutamente falsa la contestazione ai suoi danni e che, lui, contrariamente a quanto accertato dai carabinieri, si era fermato allo stop e che i militari si trovavano ad oltre cento metri dall’incrocio e per questo motivo non avrebbero potuto attestare e vedere l’omesso arresto del veicolo. Da qui la denuncia per calunnia. L’avvocato difensore, Maria Rita Mondello, ha fatto valere la tesi, accettata dal giudice, che chi, con ricorso al Prefetto, definisce “falsa” la contestazione a lui mossa, argomentando in modo analitico, le ragioni della non veridicità degli addebiti, non commette reato di calunnia, in quanto rappresenta l’unico mezzo di confutazione delle accuse e rientra nell’esercizio legittimo di difesa. Per questo motivo il giudice del Tribunale di Patti ha stabilito il non luogo a procedere del l’imputato perché il fatto non sussiste. "Gazzetta del Sud, edizione Messina, telepatti.it"

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