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MOLESTIE: QUANDO SI CONFIGURANO?

L’art. 660 del Codice Penale, rubricato molestia o disturbo alle persone, dispone: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono,per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a cinquecentosedici euro”.Il bene giuridico tutelato è l’ordine pubblico inteso come pubblica tranquillità. Il luogo pubblico è un luogo aperto ad un numero indeterminato di persone, continuamente libero per tutti. La pubblicità del luogo sussiste "tanto nel caso in cui l'agente si trovi in luogo pubblico o aperto al pubblico ed il soggetto passivo in un luogo privato, tanto nell'ipotesi in cui la molestia venga arrecata da un luogo privato nei riguardi di chi si trovi in un luogo pubblico o aperto al pubblico" (Cass. n. 11524/1986) 🛣 🏠 Secondo La Giurisprudenza, i social network sono assimilabili ad un luogo aperto al pubblico.

La molestia può essere commessa anche non alla presenza della persona offesa e per mezzo di strumenti informatici o per telefono. Il reato è contravvenzionale e si perfeziona col verificarsi dell’evento dannoso nei confronti di una persona determinata A differenza di altri reati, ad esempio lo stalking, per integrare il 660 c.p. è sufficiente una sola condotta incriminatrice. Il reato è perseguibile d’ufficio. La persona offesa, può agire in sede penale, chiedendo la condanna oltre al risarcimento danni del molestatore, depositando presso la Procura della Repubblica, il Comando dei Carabinieri o Polizia, un atto di denuncia. In alternativa al giudizio penale, la persona offesa potrà agire dinnanzi al Giudice civile e chiedere solo il risarcimento del danno. In questo caso l’azione è soggetta al termine di prescrizione di 5 anni.

CANE SENZA MICROCHIP: COSA SI RISCHIA?

La legge n. 281 del 1991 e le singole leggi regionali prevedono per i proprietari dei cani l’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina. Per la Sicilia, la legge Regionale n. 15 del 2000, all’articolo 3 comma 1 dispone: “I cittadini residenti in Sicilia sono obbligati a registrare all'anagrafe i cani di cui siano proprietari o detentori, a qualsiasi titolo, entro centottanta giorni dalla nascita degli animali”.La mancata iscrizione all’anagrafe canina comporta una sanzione amministrativa che varia da regione in regione. Per la Sicilia va da :

euro 86,00 ad euro 520,00;

da euro 2.887,00 euro 17.325,00 qualora l’inosservanza riguardi razze particolarmente aggressive individuate con il decreto di cui all'articolo 4, che possano essere utilizzati per i combattimenti.

Per iscrivere il cane all’anagrafe canina dovrai recarti presso il Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale oppure presso il tuo medico veterinario di fiducia. L’iscrizione è gratuita. Iscrivendo il cane all’anagrafe, Il medico veterinario applicherà sull’animale il microchip recante un numero di identificazione, che permettera’ alle Autorità di rintracciare il proprietario dell’animale nel rispetto della privacy. Esempio: qualche giorno fa una collega di studio ha ritrovato un cane Subito dopo il ritrovamento, ho chiamato la Polizia Municipale, che intervenuta tempestivamente, ha provveduto alla lettura del microciph e alla ricerca del proprietario nell’anagrafe canina.Grazie a queste operazioni, nonché alla registrazione del cane smarrito all’anagrafe, la proprietaria è stata subito rintracciata e ha potuto riabbracciare l’amico a quattro zampe.Iscrivendo il tuo cane all’anagrafe, eviterai l’applicazione della sanzione amministrativa e sopratutto potrai ritrovarlo in caso di smarrimento.

ERRATA DIAGNOSI: RISARCIMENTO?

Il paziente ha diritto al risarcimento per l’ansia e il patema d’animo conseguenti alla diagnosi errata. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1551 del 24.01.07, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno morale per la sofferenza psicologica provocata al paziente da un errore diagnostico, nonostante l’assenza di una patologia. Secondo la Corte: “L'intervento del medico riguarda la persona nella sua totalità psico-fisica”. Anche i congiunti hanno diritto al risarcimento danno da errata diagnosi (Cass. sent. n. 14040 del 4.06.13). Esempi:

Nel novembre 2012 una mia assistita, alla nona settimana di gravidanza, riceveva la diagnosi di “aborto interno”. A seguito di accertamento diagnostico eseguito pochigiorni dopo, presso altro Ospedale, il medico riscontra la regolare gravidanza. La prima diagnosi era errata. A luglio 2012 una coppia, sottoponeva la figlia di 20 mesi alle analisi delle urine, presso un Presidio Ospedaliero. 🔷Dal referto risulta che la bambina presenta un livello di glucosio elevato, pari a 30. A seguito di successive analisi, effettuate dopo alcune ore, i medici comunicano ai genitori della piccola che il glucosio è nella norma. Si è trattato di uno scambio di provette. In entrambi i casi, gli assistiti sono stati risarciti dall’Azienda Sanitaria, a seguito di transazione.

Infortunio sulla spiaggia

In caso di infortunio sulla spiaggia libera, potrai chiedere il risarcimento danni al Comune. Se l’infortunio si verifica sulla spiaggia concessa al Lido Balneare, la richiesta dovrà essere indirizzata a quest’ultimo si pensi, ad esempio, alla puntura di siringa, alla ferita provocata da un vetro o alla caduta di un ombrellone e/o lettino non posizionato correttamente. Ed infatti, ai sensi Dell’art. 2051 del codice Civile : ”Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Il Custode (Comune o gestore del lido balneare) è tenuto a risarcire dei danni provocati ai bagnati che abbiano subito un danno. Su di esso incombe una presunzione di responsabilità, di carattere oggettivo. L'unico limite posto dalla legge a tale responsabilità è quello del caso fortuito, che assume un ruolo esimente solo qualora sia rigorosamente provato. Il danneggiato, al fine di ottenere il risarcimento, dovrà dimostrare:

l’infortunio; la presenza dell’insidia (siringa, vetro tagliente ecc); il nesso di causalità tra questi due elementi, ovvero che l’infortunio sia stato provocato dall’insidia. Infine deve dare prova del danno e della sua entità. Esempio: Il Tribunale Venezia, sez. III, 30 gennaio 2009, n. 292, ha stabilito che la semplice puntura di una siringa dà diritto al risarcimento, per il patema d’animoarrecato all’infortunato.

Il Giudice ha riconosciuto il danno, anche senza la malattia, poiché la vittima ha patito, a causa del fatto illecito, danni morali ed esistenziali connessi al timore di contagio di una patologia infettiva e al conseguente annullamento dell’effetto rilassante della vacanza.La foto è a scopo illustrativo. È stata scattata su una spiaggia siciliana, pulita e senza insidie

Abbandono di animali: rischi una condanna per omicidio colposo?

L’abbandono di animali è punibile con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro, così come disposto dall’art. 727 del Codice Penale. E’ importante sapere che, la mancata denuncia di smarrimento può essere considerata abbandono.Attenzione: qualora l’animale abbandonato dovesse mordere qualcuno o causare un incidente, provocando delle lesioni o la morte, il proprietario dell’animale si renderebbe responsabile dei reati di lesioni colpose o omicidio colposo.

Il proprietario dovrà anche risarcire i danni provocati dall’animale.Consiglio: se hai notizie di animali abbandonati, contatta immediatamente le forze dell’Ordine Non abbandonare il tuo amico a quattro zampe, Lui non lo farebbe mai. Gli animali, ci amano incondizionatamente e non meritano un gesto tanto meschino Grazie al Jack Russel Pablo Mondello e ai suoi proprietari per la bellissima foto. La foto è stata scattata per scopo illustrativo e per contrastare il fenomeno dell’abbandono.Il cane sta bene ed è coccolato amorevolmente

Malasanità: azione diretta contro Assicurazione?

L’art. 10 della Legge n. 24 del 2017 prevede l’obbligo di assicurazione delle strutture sanitarie e dell’esercente la professione sanitaria operante in strutture sanitarie.L’art. 12 ha introdotto nel nostro ordinamento l’azione diretta del soggetto danneggiato Il danneggiato e/o i suoi congiunti potranno agire, anche direttamente nei confronti della Compagnia Assicurativa, entro i limiti delle somme per le quali è stato stipulato il contratto di assicurazione.Attenzione: il comma 5 dell’articolo 12 riguarda i termini di prescrizione.Potrai inoltrare istanza di risarcimento entro i termini di:

10 ANNI: nel caso in cui l’assicurato sia la Struttura sanitaria Pubblica o privata;

5 ANNI: nel caso in cui l’assicurato sia il medico dipendente o comunque inquadrato nella struttura. Le disposizioni dell’art. 12 si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del Ministero dello Sviluppo economico, relativo si requisiti minimi delle polizze assicurative

Malasanità: obbligo di assicurazione

La legge n.24 del 2017 ha introdotto importanti tutele a favore delle vittime di malasanita'.

- L’art. 10 della legge prevede l'obbligo di assicurazione delle strutture sanitarie e dell’ esercente la professione sanitaria operante in strutture sanitarie.

- La garanzia assicurativa prevede una operatività temporale anche per gli eventi accaduti nei DIECI anni antecedenti la conclusione del contratto.

- Ai sensi dell’art. 12 della legge, il danneggiato potrà inoltrare istanza di risarcimento danni, anche direttamente alla Compagnia Assicurativa;

- In alternativa alla mediazione obbligatoria, il danneggiato può richiedere un accertamento tecnico preventivo che si dovrà concludere entro 6 MESI dal deposito del ricorso;

- La Compagnia assicurativa, nel corso dell’ accertamento tecnico preventivo, avrà l’obbligo di formulare l’OFFERTA DI RISARCIMENTO ex art. 8 della citata legge.

QUERELA: QUALI SONO I TERMINI ?

La persona offesa da un reato, che intende chiedere al Giudice la condanna dell’imputato e il risarcimento del danno, dovrà presentare una denuncia/querela.

L’atto potrà essere depositato anche personalmente presso la Procura della Repubblica, il Comando dei Carabinieri o Polizia. Quanto alla denuncia non è previsto alcun termine per la sua presentazione.

Nei casi di denuncia obbligatoria, alcune disposizioni stabiliscono il termine entro il quale essa deve essere presentata. Per i reati procedibili a querela, il termine per esercitare tale diritto è stabilito dal Codice Penale. L’ art. 124 C.P. dispone : “ Salvo che la legge disponga altrimenti, il diritto di querela non può essere esercitato, decorsi TRE MESI dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato. Il diritto di querela non può essere esercitato se vi è stata rinuncia espressa o tacita da parte di colui al quale ne spetta l'esercizio . Vi è rinuncia tacita, quando chi ha facoltà di proporre querela ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di querelarsi . La rinuncia si estende di diritto a tutti coloro che hanno commesso il reato”. Il termine è di SEI MESI quando si tratta ad esempio di delitti contro la libertà sessuale, lo stalking . Attenzione: per il reato di violenza sessuale la querela è irrevocabile.

ABBANDONO DI MOZZICONI: COSA SI RISCHIA?

Il decreto legislativo n. 152 del 2006, così come modificato dall’art. 40 della legge 221 del 2015, VIETA l'abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul suolo, nelle acque e negli scarichi.Chiunque abbandona rifiuti di piccolissime dimensioni (quali scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare)è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 30,00 a euro 150,00

Attenzione: se l'abbandono riguarda i rifiuti di prodotti da fumo, la sanzione amministrativa é aumentata fino al doppio (da 60,00 a 300,00 euro) L’aumento della sanzione amministrativa per i prodotti da fumo, trova giustificazione poiché i mozziconi si degradano dopo moltissimo tempo (sigarette con filtro ci impiegano dai 5 ai 12 anni. Chi viola la legge sopra descritta oltre a non rispettare la natura, pone in serio pericolo i bambini e gli animali ! Consiglio: se il tuo vicino di ombrellone dovesse abbandonare sulla spiaggia mozziconi o rifiuti di piccole dimensioni, chiama immediatamente la Polizia Municipale!

VOLO CANCELLATO PER SCIOPERO: DIRITTO AL RISARCIMENTO?

In caso di cancellazione o ritardo del volo di almeno 3 ore, avrai diritto:

alla compensazione pecuniaria, che va da 250 a 600 euro, ex Art. 7 regolamento europeo 261/04; danno patrimoniale; diritto ad assistenza, ex Art 9 del regolamento europeo n. 261/2004; risarcimento supplementare, ex Art. 12 del regolamento europeo n. 261/2004. Lo sciopero non esonera la compagnia aerea dall’obbligo di indennizzo.

Esempio: Il Giudice di Pace di Patti, con sentenza n. 189/13, ha accolto le domande dei miei assistiti, statuendo che:

“a nulla vale quanto affermato dalla convenuta in ordine al fatto che il ritardo sarebbe stato causato da uno sciopero della società handling, e ciò in quanto la legge obbliga tutti i soggetti che proclamano uno sciopero nell’ambito dei servizi pubblici essenziali, a comunicare, con ampio preavviso e nelle forme più adeguate, la durata e le modalità di attuazione dell’astensione [...].” Continua la sentenza: “senza tralasciare che, come dichiarato dalla Corte di Giustizia con la pronuncia del 04.10.2012, “lo sciopero, pur rappresentando un evento eccezionale, non esonera la compagnia aerea dall’obbligo di indennizzo nei confronti del passeggero”. Il Giudice di Pace di Patti ha condannato la Compagnia Aerea al risarcimento del danno patrimoniale (oltre interessi legali), al pagamento della compensazione pecuniaria, al danno morale subito e al rimborso delle spese sostenute per pasti, bevande e telefonate, per complessivi i euro 3.445,55. La Compagnia Aerea è stata condannata anche a rimborsare le spese legali.

ABBANDONO DI ANIMALI: COSA SI RISCHIA?

L’ART. 727 DEL CODICE PENALE DISPONE:

”Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro”. ”Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze".

E’ importante sapere che la mancata denuncia di smarrimento può essere considerata abbandono.Il reato è comune, di competenza del Tribunale monocratico e PERSEGUIBILE D’UFFICIO. L'elemento soggettivo richiesto è quello della colpa.

La Cassazione Penale, sez III, 13.05.2011, n. 18892, ha statuito che: "Integra la contravvenzione di abbandono di animali (art. 727, comma primo, c.p.) non solo la condotta di distacco volontario dall'animale, ma anche qualsiasi trascuratezza, disinteresse o mancanza di attenzione verso quest'ultimo, dovendosi includere nella nozione di "abbandono" anche comportamenti colposi improntati ad indifferenza od inerzia nell'immediata ricerca nell'animale”. Se hai notizie di reati ai danni degli animali, denuncia

MORTE DEI NONNI: DIRITTO AL RISARCIMENTO?

Il danno da perdita parentale si verifica in conseguenza della condotta illecita altrui. Esempio: incidente stradale, malasanità ecc.

Coloro che al momento del decesso si trovino in una relazione affettiva con la vittima, hanno diritto, al risarcimento del danno alla propria integrità psico-fisica, patita a causa dell'evento luttuoso che li ha colpiti.

Ove si dimostri il legame affettivo, oltre i prossimi congiunti, anche il convivente, il fidanzato e altri parenti affini hanno diritto al risarcimento. I nipoti che subiscono la perdita dei nonni hanno diritto ad ottenere il risarcimento, anche se non conviventi. La convivenza è uno dei parametri attraverso i quali si modula il risarcimento, non un limite.

La Cassazione Civile, sez. III, con le sentenze n. 21230 del 20.10.2016 e n. 29332/17 del 07.12.2017 ha statuito che : “va riconosciuta l’esistenza di un legame fra nipote e nonno che legittima quest’ultimo a chiedere il risarcimento per la perdita familiare a prescindere dal fatto che i due fossero conviventi [...].

Resta inteso che chi chiede il danno da perdita parentale, deve dimostrare l’intensità della relazione affettiva e di solidarietà familiare per ottenere la liquidazione del danno”

DANNO DA PERDITA PARENTALE

E’ il danno che si verifica in conseguenza della condotta illecita altrui. Esempio: incidente stradale, responsabilità medica ecc..

Coloro che al momento del decesso si trovino in una relazione affettiva con la vittima hanno diritto, al risarcimento del danno alla propria integrità psico-fisica, patita a causa dell'evento luttuoso che li ha colpiti

Ove si dimostri il legame affettivo, oltre ai prossimi congiunti, anche il convivente, il fidanzato, e altri parenti e affini hanno diritto al risarcimento. I nipoti hanno diritto al risarcimento per la perdita dei nonni, anche se NON conviventi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza 29333/17 del 07.12.2017. Tale tipo di danno, va liquidato in base a valori elaborati dai principali Tribunali Italiani. I parametri di liquidazione si modulano tenendo conto di alcuni fattori:

L’età della vittima, l’età del superstite, il rapporto di convivenza, lo stretto legame affettivo ecc Le Tabelle del Tribunale di Milano prevedono i valori di liquidazione del danno non patrimoniale subito dai congiunti della vittima come segue:

🔹A favore di ciascun genitore per la morte di un figlio: da Euro 163.990,00 ad Euro 327.990,00;

🔹A favore del figlio per la morte del genitore: da Euro 163.990,00 ad Euro 327.990,00;

🔹 A favore del coniuge (non separato) o del convivente: da Euro 163.990,00 ad Euro 327.990,00;

🔹A favore del fratello per la morte del fratello: da Euro 23.740,00 ad Euro 142.420,00;

🔹A favore del nonno per la morte del nipote: da Euro 23.740,00 ad Euro 142.420,00.

I superstiti, oltre al danno da perdita parentale, possono richiedere i seguenti danni: 🔹 DANNO NON PATRIMONIALE JURE HEREDITATIS: il danno subito direttamente dalla vittima che si trasmette agli eredi;

🔹DANNO BIOLOGICO;

🔹DANNO MORALE SOGGETTIVO

🔸DANNO PATRIMONIALE: spese del funerale, mancanza di reddito che la vittima apportava alla famiglia ecc

MALASANITA’: TEMPO PER AGIRE IN GIUDIZIO?

Chi ha subito un danno da responsabilità medica potrà inoltrare richiesta di risarcimento ed eventualmente agire in giudizio, entro i termini di:

🔷10 anni contro la Struttura sanitaria Pubblica o privata (responsabilità contrattuale);

🔶5 anni contro l’operatore dipendente o comunque inquadrato nella struttura, a meno che lo stesso medico abbia assunto contrattualmente un impegno con il proprio paziente (responsabilità extracontrattuale).

Da quando decorre la prescrizione?

Secondo l’Orientamento Giurisprudenziale prevalente, dal momento della manifestazione all’esterno del danno, e non dal compimento dell’errore medico. Si segnala, tra le tante, la sentenza della Corte di Cassazione, terza sezione civile, n. 22507/14, depositata il 23/10/14, la quale ha affermato che la prescrizione può cominciare a maturare solo dal momento in cui il paziente, con l’uso dell’ordinaria diligenza, abbia potuto avvedersi dell’esistenza del danno e della sua riconducibilità ad un fatto illecito della struttura (ovvero del curante).

CADUTA SUL BUS: DIRITTO AL RISARCIMENTO?

Ai sensi dell’art. 1681 del codice civile, il vettore risponde dei sinistri che colpiscono la persona del viaggiatore durante il viaggio e della perdita o dell'avaria delle cose che il viaggiatore porta con sé. Al fine di ottenere il risarcimento danni dal vettore, il passeggero dovrà provare: l’esistenza di un contratto, il danno subito ed il nesso di causalità tra il sinistro e l'attività del vettore nell'esecuzione del contratto di trasporto. Tale normativa si osserva anche nei contratti di trasporto gratuito. Ricordate che l’azione si prescrive nel termine breve di 1 ANNO dalla data del sinistro. ESEMPIO: qualche mese fa una mia assistita si trovava su un autobus a Roma. Durante il trasporto, il conducente frenava bruscamente e la passeggera cadeva a terra, riportando contusione del gomito e danni materiali. A seguito alla richiesta di risarcimento danni, la passeggera è stata risarcita dalla Compagnia Assicurativa del Bus.

RISARCIMENTO DANNI DA DIFFAMAZIONE

✅Ai sensi dell'art. 595 del codice penale: chiunque, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.

Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro. Se l'offesa è recata tramite internet, Social network, con il mezzo della stampa o qualsiasi altro mezzo di pubblicità, la diffamazione è aggravata ed e' punibile con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro.

La persona offesa dalla diffamazione ha il diritto di chiedere la condanna dell'autore delle frasi diffamatorie e vedersi liquidato il risarcimento danni. Si può agire in sede penale, depositando alla Procura della Repubblica, il Comando dei Carabinieri o Polizia, un atto di querela. Successivamente, tramite la costituzione di parte civile si potrà chiedere la condanna dell’imputato e il risarcimento danni. La querela si dovrà depositare entro 3 mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce reato.

in alternativa al giudizio penale, la persona diffamata potrà agire dinnanzi al Giudice civile e chiedere solo il risarcimento del danno. In questo caso l’azione è soggetta al termine di prescrizione di 5 anni.

RISARCIMENTO PER PERDITA O FERIMENTO DELL' ANIMALE DA COMPAGNIA

Il Proprietario dell’animale da compagnia ha diritto al risarcimento in caso di ferimento o decesso dell'animale a causa del comportamento altrui (ad esempio: incidente stradale, avvelenamento) .

Egli potrà richiedere il risarcimento del:

danno patrimoniale: valore economico dell’animale, spese mediche;

danno non patrimoniale: la sofferenza interiore patita .

Esempio: il Tribunale di Roma con la sentenza n. 19747/2016, ha accolto la richiesta di risarcimento del proprietario di un cane investito da un furgone. Il Tribunale ha condannato il conducente e la Compagnia Assicurativa RCA del mezzo, al risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali. Per il Giudice, “tali voci di danno, trovano giustificazione sia nella apprensione per la sorte dell’animale, così gravemente ferito, sia nelle sofferenze e disagi e nei condizionamenti provati”.

CALUNNIA: quando si configura?

Il reato di calunnia è disciplinato dall'art. 368 del codice penale che al primo comma dispone: " Chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni".

L'articolo 368 c.p., ai commi due e tre contempla anche delle ipotesi aggravate in cui la pena è aumentata. La norma tutela l'interesse del corretto funzionamento della giustizia, evitando che venga instaurato un procedimento nei confronti di un soggetto che è innocente. Il reato di calunnia è procedibile d'ufficio poiché si vuole evitare che l’attività investigativa venga paralizzata da false notizie di reato.

▶Esempio: un mio assistito aveva proposto, senza l’assistenza di un avvocato, ricorso al Prefetto avverso un verbale dei Carabinieri, dichiarando che i militari avessero accertato il falso. 🗣️ Contro il ricorrente è stata proposta denuncia per reato di calunnia. La difesa dell'imputato, in sede di udienza preliminare, ha fatto valere la tesi, che chi, con ricorso al Prefetto, definisce “falsa” la contestazione a lui mossa, argomentando in modo analitico, le ragioni della non veridicità degli addebiti, non commette reato di calunnia, in quanto rappresenta l’unico mezzo di confutazione delle accuse e rientra nell’esercizio legittimo di difesa. Il Giudice dell’Udienza Preliminare, accogliendo la tesi della difesa ha disposto il non luogo procedere perché il fatto non sussiste.

RISARCIMENTO DANNI PROVOCATI DA CANI RANDAGI

Il danneggiato da un cane randagio (in caso di morso o incidente) a quale Ente dovrà inoltrare la richiesta di risarcimento danni? La Legge 281/1991 affida il dovere istituzionale di prevenire il fenomeno del randagismo ai Comuni, i quali, in correlazione con gli altri soggetti indicati dalla legge (come le Asl) sono tenuti a porre in essere tutte le attività necessarie a tal fine. Poiché la legge n. 281/1991 non indica direttamente a quale ente spetta il compito di cattura e custodia dei cani randagi, ma rimette alle Regioni la regolamentazione concreta della materia, occorre analizzare la normativa regionale. La legge della Regione Sicilia n.15/2000, all'articolo 14, conferma in capo ai Comuni, il compito di catturare i cani vaganti e di affidarli ai rifugi sanitari pubblici o convenzionati.

La Corte di Cassazione con l’ l’ordinanza n. 12495/2017 depositata il 18 maggio 2017, ha affermato che la responsabilità per i danni causati dai cani randagi spetti esclusivamente al Comune, o all'ente, cui è attribuito dalla legge (ed in particolare dalle singole leggi regionali attuative della legge quadro nazionale n. 281/1991) il compito di prevenire il pericolo specifico per l’incolumità della popolazione connesso al randagismo, e cioè il compito della cattura e della custodia dei cani vaganti o randagi.

Esempio: Il Tribunale di Palermo, con la sentenza 3974/2015 ha condannato il Comune di Monreale (PA) al risarcimento danni a favore di un motociclista a della somma di Euro 57.517,79 a seguito della caduta provocata dallo scontro con un cane randagio che attraversava la strada.

DENUNCIA/QUERELA

La persona offesa da un reato che intende chiedere al Giudice la condanna dell’imputato e costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno, dovrà presentare una denuncia/ querela. L’atto potrà essere depositato anche personalmente presso la Procura della Repubblica, il Comando dei Carabinieri o Polizia. La corretta redazione dell’atto di denuncia/ querela è fondamentale per una buona riuscita processuale. Se l’atto è mal formulato ad esempio, il querelante/denunciane potrebbe rischiare un procedimento per calunnia. Nell’atto è importante chiedere di essere informato dell’eventuale richiesta di archiviazione.

Se dovesse mancare questa richiesta, potrebbe accadere che la persona offesa non venga avvisata della richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero. Ne consegue che non sarà possibile opporsi a tale richiesta e il procedimento penale potrebbe essere archiviato definitivamente. La denuncia/querela deve essere redatta in maniera chiara e andranno allegate le prove del reato. Ad esempio in caso di diffamazione aggravata commessa su internet si dovranno allegare le foto contenenti le frasi diffamatorie. Quanto alla denuncia non è previsto alcun termine per la sua presentazione.

Nei casi di denuncia obbligatoria, alcune disposizioni stabiliscono il termine entro il quale essa deve essere presentata. Il diritto di querela non può essere esercitato decorsi TRE MESI dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto che costituisce reato. Il termine è di SEI MESI quando si tratta ad esempio di delitti contro la libertà sessuale, lo stalking.

DANNO DA INSIDIA: DIRITTO AL RISARCIMENTO?

▶L’art. 2051 del codice civile prevede che : ”Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”. Il Custode (ad esempio Comune, Provincia) è tenuto a risarcire dei danni provocati ai soggetti che abbiano subito un danno. Su di esso incombe una presunzione di responsabilità, di carattere oggettivo.

⭕️L'unico limite posto dalla legge a tale responsabilità è quello del caso fortuito, che assume un ruolo esimente solo qualora sia rigorosamente provato. Il danneggiato, al fine di ottenere il risarcimento, dovrà dimostrare:

🔹 la caduta;

🔹la presenza dell’insidia (buca, mattonella/ tombino/ marciapiede dissestati ecc);

🔹 il nesso di causalità tra questi due elementi, ovvero che la caduta sia stata provocata dall’insidia.

🔶 Infine deve dare prova del danno e della sua entità.

🔵 Esempio: un mio assistito, imboccando un area di sosta in autostrada, è andato a imbattere contro un’aiuola, la cui presenza non era segnalata, riportando danni all’autovettura.

🔹 Il Tribunale di Patti, con sentenza n 84 del 2016, ha riconosciuto il risarcimento danni per la riparazione dell’auto di euro 4.140,60 e da fermo tecnico per l’importo di euro 1.050,00 oltre interessi e rivalutazione monetaria. Il Custode è’ stato anche condannato a rimborsare le spese legali.

CANE VAGANTE: CHE FARE?

Chi trova un animale vagante NON diviene il proprietario e/o affidatario;

I Comuni e, a seconda delle Regioni, le Asl, sono i responsabili degli animali vaganti; Come comportarsi: Avvicinarsi con prudenza e controllare se il cane sia provvisto di medaglietta Se non si dovesse riscontrare la presenza di una medaglietta e non è quindi possibile tentare di rintracciare il proprietario: Denunciarne il ritrovamento a Vigili Urbani, Polizia, Carabinieri, Asl.

Nella denegata ipotesi in cui questi soggetti vi opporrebbero il diniego all’intervento, potrebbero essere denunciati per il reato di OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO ex art. 328 Codice Penale.

✅ Qualora il cane necessiti di cure e le Autorità non intervengano, puoi recarti da un veterinario e farti rilasciare le ricevute di pagamento sostenute . Invia la fattura al Comune e/o alla ASP ( a seconda delle dalle Regioni) e chiederne il rimborso.

⭕️Qualora il Comune non intendesse rimborsarti potrai citarlo in giudizio per ingiustificato arricchimento e farti restituire le spese sostenute.

MALASANITA’: OBBLIGO DELL’OFFERTA DI RISARCIMENTO?

La legge n. 24 del 2017 ha introdotto importanti tutele a favore delle vittime di errori medici. L’art. 8 della legge è rubricato TENTATIVO DI CONCILIAZIONE.

Il danneggiato in alternativa alla mediazione obbligatoria, può depositare dinnanzi al Giudice competente, un ricorso per richiedere un accertamento tecnico preventivo, che si dovrà concludere entro 6 MESI dal deposito.

✅La legge prevede la partecipazione obbligatoria al procedimento di consulenza tecnica preventiva di TUTTE le parti, comprese le imprese di Assicurazione del danneggiante. In sede di consulenza tecnica, Le Compagnie Assicurative hanno l’obbligo di formulare l'OFFERTA DI RISARCIMENTO DEL DANNO ovvero comunicare i motivi per cui ritengono di non formularla. In caso di sentenza a favore del danneggiato, quando l'impresa di assicurazione non ha formulato l'offerta di risarcimento nell'ambito del procedimento di consulenza tecnica preventiva, il giudice trasmette copia della sentenza all'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) per gli adempimenti di propria competenza.

⭕️In caso di mancata partecipazione, il giudice, con il provvedimento che definisce il giudizio, condanna le parti che non hanno partecipato al pagamento delle spese di consulenza e di lite, indipendentemente dall'esito del giudizio, oltre che ad una pena pecuniaria, determinata equitativamente, in favore della parte che è comparsa alla conciliazione.

VITTIME DI ALCUNI REATI: DIRTTO AL GRATUITO PATROCINIO?

La persona offesa da alcuni reati, che intende chiedere al Giudice la condanna dell’imputato e il risarcimento danni, può beneficiare del Patrocinio a Spese dello Stato indipendentemente dal reddito.

L’art.76 comma 4-ter del D.P.R. 30.05.2002 N. 115 dispone che :

La persona offesa dai reati di cui agli articoli:

🔹572 del codice penale (maltrattamenti contro familiari o conviventi);

🔹583-bis del codice penale (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili);

🔹609-bis del codice penale (violenza sessuale);

🔹609-quater del codice penale (atti sessuali con minorenni);

🔹609-octies del codice penale (violenza sessuale di gruppo);

🔹612-bis del codice penale (atti persecutori, c.d. stalking);

🔷nonche', ove commessi in danno di minori, dai reati di cui agli articoli :

🔹600 del codice penale (Riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù);

🔹600-bis del codice penale (Prostituzione minorile);

🔹600-ter del codice penale (pornografia minorile);

🔹600-quinquies del codice penale (Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile);

🔹601 del codice penale (tratta di persone);

🔹602 del codice penale (Acquisto e alienazione di schiavi);

🔹609-quinquies del codice penale (corruzione di minorenne);

🔹609-undecies del codice penale(Adescamento di minorenni).

Può ' essere ammessa al patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto (11.528,41 risultante dall’ultima dichiarazione). La Corte di cassazione, Sez. IV, con la sentenza n. 13497 depositata il 20 marzo 2017, ha statuito che il Giudice ha il dovere di accogliere la domanda di fruizione del beneficio, posto che la finalità della norma in questione appare essere quella di assicurare alle vittime di quei reati un accesso alla giustizia favorito dalla gratuità dell’assistenza legale.

PARTE CIVILE

La persona offesa da un reato (o i suoi eredi) che intende chiedere al Giudice l’affermazione della penale responsabilità dell’imputato e il risarcimento del danno, potrà, costituirsi parte civile. Innanzitutto ricordati che dovrai presentare una denuncia/ querela.

L’atto potrà essere depositato anche personalmente presso la Procura della Repubblica, il Comando dei Carabinieri o la Polizia. Successivamente, ti verrà notificato il decreto di citazione a giudizio dell’imputato. In questa fase dovrai nominare un Avvocato di fiducia, che depositerà l’atto di costituzione di parte civile e far valere i Tuoi diritti. Attenzione: ai sensi dell’art. 79 del codice di procedura penale, la costituzione di parte civile può avvenire per l'udienza preliminare (per i reati che prevedono tale passaggio) e, successivamente, fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall'articolo 484, ovvero prima di dare inizio al dibattimento. Anche gli Enti e le Associazioni senza scopo di lucro possono costituirsi parte civile ai sensi dell’art. 91 del Codice di Procedura Penale. Esempio: le Associazioni animaliste che abbiano notizia di un processo penale per reati ai danni degli animali, possono costituirsi parte civile

MALASANITA’: FONDO DI GARANZIA?

La legge n.24 del 2017 ha introdotto importanti tutele a favore delle vittime di errori medici. L’art.10 prevede l’obbligo di Assicurazione delle strutture sanitarie e dell’esercente la professione sanitaria operante in strutture sanitarie. L’art. 14 disciplina il Fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria.

Il fondo è alimentato dal versamento di un contributo annuale dovuto dalle imprese di Assicurazione per i danni causati da responsabilità sanitaria. Il Fondo ha lo scopo di risarcire i danni da responsabilità sanitaria nei seguenti casi: a) qualora il danno sia di importo eccedente rispetto ai massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata ovvero dall'esercente la professione sanitaria ai sensi del decreto di cui all'articolo 10, comma 6; b) qualora la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata ovvero l'esercente la professione sanitaria risultino assicurati presso un'impresa che al momento del sinistro si trovi in stato di insolvenza o di liquidazione coatta amministrativa o vi venga posta successivamente; c) qualora la struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica o privata ovvero l'esercente la professione sanitaria siano sprovvisti di copertura assicurativa per recesso unilaterale dell'impresa assicuratrice ovvero per la sopravvenuta inesistenza o cancellazione dall'albo dell'impresa assicuratrice stessa.

STALKING: DIRITTO AL GRATUITO PATROCINIO?

L’art. 612 bis del Codice Penale disciplina il reato di atti persecutori, il cui comma 1 dispone:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in mododa cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

I commi 2 e 3 prevedono aumenti di pena in caso di reato commesso nei confronti del coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa, di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità . Attenzione: la pena è aumentata anche in caso di commissione del reato attraverso strumenti informatici e telematici.La persona offesa dal reato di stalking, può beneficiare del Patrocinio a Spese dello Stato.L’art .76 comma 4-ter del D.P.R. 30.05.2002 N. 115 dispone che, la persona offesa dai reati indicati nell’articolo, tra cui lo stalking, puo' essere ammessa al Patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto.

NIDO DI RONDINI: E’ REATO DISTRUGGERLO?

La legge n. 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio, VIETA espressamente il prelievo di nidi.. Chiunque distrugga i nidi di rondini, o altro tipo di volatili, potrà essere denunciato per violazione della citata legge e per il reato di danneggiamento previsto all’art. 635 del codice penale, punito con la reclusione dai sei mesi ai tre anni.

Attenzione: in caso di uccisione o maltrattamento delle rondini si rischia la denuncia rispettivamente per:

uccisione di animali ex art. 544 bis del codice penale: punita con la reclusione da 4 mesi a 2 anni; maltrattamento di animali ex art 544 ter del codice penale: punito con la reclusione da 3 ai 18 mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. Se hai notizie dei reati sopra descritti, chiama il Corpo Forestale dello Stato al numero 1515, o contatta I Carabinieri o La Polizia.

GETTO PERICOLOSO DI COSE: RISARCIMENTO

L’art. 674 del codice penale, rubricato Getto pericoloso di cose, dispone: “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a euro 206”.Il reato è contravvenzionale e può essere punito a titolo di dolo o di colpa.Esempio: colui che getta dal proprio balcone detersivo, mozziconi di sigarette o altro, può essere condannato anche se l’emissione è stata accidentale.

Si tratta d’un reato di pericolo, perché non è necessario che dalla condotta illecita derivi danno per qualcuno, essendo sufficiente che questo danno possa essere causato.La persona offesa, può agire in sede penale, depositando presso la Procura della Repubblica, il Comando dei Carabinieri o Polizia, un atto di denuncia. In alternativa al giudizio penale, la persona offesa potrà agire dinnanzi al Giudice civile e chiedere solo il risarcimento del danno.

In questo caso l’azione è soggetta al termine di prescrizione di 5 anni. La Corte di Cassazione sez. III Penale, con Sentenza 10 febbraio – 23 marzo 2015, n. 12019, ha statuito che: “Qualora difetti la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l'intensità delle emissioni, il giudizio sull'esistenza e sulla non tollerabilità delle stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni di testimoni, specie se a diretta conoscenza dei fatti, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell'espressione di valutazioni meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica, ma consistano nel riferimento a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti.

Si può lasciare l’ombrellone incustodito sulla spiaggia libera?

Alcuni bagnanti , per prenotarsi il posto più vicino al mare. hanno l’abitudine di lasciare incustoditi i propri oggetti da spiaggia. Tale comportamento è vietato dall’art. 1161 del Codice della Navigazione intitolato Abusiva occupazione di spazio demaniale e inosservanza di limiti alla proprietà privata, che al primo comma dispone:

“Chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l’uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva i vincoli cui è assoggettata la proprietà privata nelle zone prossime al demanio marittimo od agli aeroporti, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516,00, sempre che il fatto non costituisca un più grave reato.

Attenzione: in caso di abbandono, i Tuoi oggetti rischiano di essere sequestrati dalla Capitaneria di Porto. Molti Comuni hanno avviato controlli sulle spiagge e fatto scattare la rimozione coattiva e senza formalità degli oggetti lasciati incustoditi. Avverso la contravvenzione è possibile presentare ricorso al Giudice Competente. Consiglio: se il Tuo vicino di ombrellone dovesse violare la disposizione sopra descritta, chiama la Capitaneria di Porto o la Polizia Municipale!

Indennizzo per eccessiva durata del processo

La Giustizia Italiana spesso è lenta e i tempi dei processi sono eccessivi.

La legge n.89/2001 (c.d. Legge Pinto) ha introdotto il diritto all’equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo.

Chi ha diritto all’equa riparazione

Tutti coloro i quali siano stati parte del processo:

- civile: attore e convenuto;

- lavoro e previdenziale: Ricorrente e resistente;

- penale: l’indagato, l’imputato, la parte civile e responsabile civile;

- amministrativo: ricorrente, resistente e controinteressato.

I soggetti sopra descritti hanno diritto all’indennizzo indipendentemente che siano stati vittoriosi o soccombenti.

Hanno il diritto all’ equa riparazione anche gli eredi delle parti del processo che si è concluso.

Criteri per il ritardo del processo

Il Comma 2 bis dell’art. 2 della Legge dispone che si considera rispettato il termine ragionevole se il processo non eccede la durata di:

. tre anni in primo grado;

. di due anni in secondo grado;

. di un anno nel giudizio di legittimità

Qualora il processo dovesse superare gli ambiti temporali sopra descritti è possibile inoltrare istanza di risarcimento per eccessiva durata.

Per l'esatta determinazione del ritardo rispetto alla durata ragionevole la Corte d’appello dovrà anche tener conto di altre circostanze processuali come la complessità della causa, la condotta della parti e le scelte del Giudice Designato.

La Misura dell’indennizzo

La legge n.89/2001 (c.d. Legge Pinto) ha introdotto il diritto all’equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo. L’art. 2 bis della Legge Pinto prevede che “ Il giudice liquida a titolo di equa riparazione, di regola, una somma di denaro non inferiore a euro 400 e non superiore a euro 800 per ciascun anno, o frazione di anno superiore a sei mesi, che eccede il termine ragionevole di durata del processo. La somma liquidata puo' essere incrementata fino al 20 per cento per gli anni successivi al terzo e fino al 40 per cento per gli anni successivi al settimo”.

La somma può subire diminuzioni qualora le parti del processo siano più di 10 o di 50 e in caso di integrale rigetto delle richieste della parte ricorrente nel procedimento cui la domanda di equa riparazione si riferisce.

Iter risarcitorio

Il Giudizio è veloce, automatico e senza udienze.

La parte che ha subito un processo di durata irragionevole dovrà depositare un ricorso dinnanzi alla Corte d’Appello Competente.

Il presidente della Corte d' Appello, o un magistrato della Corte a tal fine designato, provvede sulla domanda di equa riparazione con decreto esecutivo motivato da emettere entro trenta giorni dal deposito del ricorso.

Se accoglie il ricorso, il Giudice ingiunge al Ministero convenuto di pagare senza dilazione la somma liquidata a titolo di equa riparazione, autorizzando in mancanza la provvisoria esecuzione. Nel decreto il giudice liquida le spese del procedimento e ne ingiunge il pagamento.

Successivamente la parte deve notificare al Ministero della Giustizia ricorso e decreto entro 30 giorni dal deposito in cancelleria del provvedimento, altrimenti il decreto diventa inefficace e la domanda di equa riparazione non può essere più proposta.

La procedura risarcitoria è automatica e l’istante dovrà solo dimostrare al Giudice che liquiderà il risarcimento che il processo si è protratto eccessivamente, allegando al ricorso copia autentica degli atti e i verbali di causa e del provvedimento che ha definito il giudizio.

Esenzione dal Contributo Unificato

Il ricorso è esente dal Contributo Unificato.

L’istante dovrà però sostenere i costi per l’estrazione delle copie autentiche degli atti e i Diritti forfetizzati di notifica, questi ultimi pari ad € 27,00.

La parte che si trovi nelle condizioni di reddito previste dalla legge può chiedere l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato ( APRI LINK )

Termine di proponibilità

Art. 4 della Legge Pinto prevede che: “La domanda di riparazione puo' essere proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione che conclude il procedimento e' divenuta definitiva”.

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